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Esaminiamo queste mani:
In accordo alle definizioni date, la mano 1 è una bicolore, la 2 una tricolore, la 3 una bicolore (minore), la 4 una monocolore, la 5 una bilanciata e la 6 una semi-bilanciata, e la 7 e la 8 sono due mani bilanciate.
Ma come si differenzia una mano con tanti onori, e che quindi può portare tante prese, da una con grande prevalenza di scartine ? per rispondere a questa domanda è stato inventato una sorta di pesatura introducendo il PUNTEGGIO MILTON WORK, che nulla ha a che vedere con i punti delle prese o dei contratti;
possiamo quindi assegnare un peso alle mani riportate sopra:
la mano 1 è una bicolore di 23 p.o. e 2 p.d. quindi conta 25 t.p
pertanto è una bicolore FORTISSIMA,
la mano 2 è una tricolore di 12 p.o. ma con un vuoto e quindi una mano di 15 t.p. (media++)
la mano 3 è una bicolore (minore) di 15 p.o. e 3 p.d., per un totale di 18 t.p.;
è una mano forte,
la mano 4 è una monocolore di 13 p.o. da cui si detraggono 3 p.o. per la Q seconda ed i J secondo e a cui si aggiungono 2 p.d. per i due doubleton per un totale di 12 t.p., quindi una mano di apertura minima,
la 5 è una bilanciata con 3 p.o. quindi debolissima
la 6 è una semi bilanciata di 13 p.o. meno 1 per il J terzo e più un punto per il doubleton fa 13 t.p. quindi mano di apertura minima
la mano 7 è una bilanciata di 9 p.o. senza punti distribuzionali
la mano 8 è una bilanciata di 13 p.o. che si svaluta di 2 p.o. per la Q seconda e si rivaluta di 1 p.d. per il doubleton,
quindi 12 t.p. mano di apertura minima.
Pertanto le MANCHE e gli SLAM si chiamano, ma senza assicurazione che si mantengano, con:
ATTENZIONE: gli SLAM si chiamano con i punti ma soprattutto con i controlli in tutti i colori.
LA TABELLA RIPORTATA VALE QUANDO LE MANI SONO BILANCIATE, SEMI-BILANCIATE O POCO SBILANCIATE.
CON DISTRIBUZIONI MOLTO SBILANCIATE QUESTA TABELLA NON E' UTILE MA E' OPPORTUNO PASSARE ALLA VALUTAZIONE DELLA MANI CONTANDO LE PERDENTI O LE VINCENTI.
INFATTI CON 'AKQJ1098765432' IN UN COLORE SI GIOCA BANALMENTE 7 IN QUEL COLORE CON SOLO 10 P.O.
LE PERDENTI
In alternativa alla valutazione dalla mano in base ai punti onori, si può utilizzare il metodo delle PERDENTI.
Fra le varie alternative disponibili in letteratura bridgistica sull'argomento, il più semplice consiste di considerare SOLO LE PRIME TRE CARTE DI OGNI COLORE della mano e contare gli A - K - Q presenti nel colore: si considerano VINCENTI gli A - K - Q presenti nel palo e PERDENTI le altre carte. La Q seconda vale 2 perdenti, come il J secondo e due cartine, anche il K secco è una perdente.
Considerando che si prendono in considerazione solo le prime tre carte di ogni colore la quarta carta è considerata VINCENTE.
In questo modo la mano è considerata formata da solo 12 carte ed il numero massimo delle possibili perdenti di una mano è 12, mentre 24 è il numero delle possibili perdenti delle due mani di una linea.
Sottraendo da 24 il numero di possibili perdenti della linea si ottiene il numero di PROBABILI VINCENTI e quindi il livello massimo a cui la linea può spingersi, esempio:
24 - 7 (perdenti l'apertore) - 7 (perdenti il compagno) = 10, quindi livello 4 (10 - 6 prese obbligatorie); la coppia può giocare a colore a livello 4 se è stato accertato un FIT oppure può chiamare la manche a SA con tutti i fermi.
la formula è: LIVELLO = 24 - (somma perdenti complessiva nella linea) - 6 (prese obbligatorie)
o anche: LIVELLO = 18 - (somma perdenti complessiva nella linea)
Se nord apre e mostra una mano minima gli si possono attribuire 6 o 7 perdenti; il partner con altrettanto (o meno) perdenti può chiamare MANCHE.